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mercoledì, 05 dicembre 2007
All'ombra della Luna

allAll'ombra della luna

                                ( parte III )

 

Il comandante Wellingthon fissava la Terra dalla cabina di comando.

Quel pianeta per la cui salvezza erano partiti verso l'ignoto appariva ora così lontano. Malgrado ciò il pianeta azzurro continuava a provocare in lui un senso di ammirazione che pure mal si incastonava con le sue preoccupazioni. La cosa che più lo infastidiva era l'incapacità di trovare risposte logiche a quanto era accaduto. Non sapeva cosa dire all'equipaggio che in lui aveva più volte riposto fiducia e trovato sicurezza . Sapeva bene che dimostrare sentimenti di paura avrebbe provocato danni ben maggiori di quelli che l'attacco improvviso della marina degli stati democratici del nordamerica aveva cercato di causare. Così pur non avendo chiaro cosa avrebbe detto all'quipagio si diresse sul ponte di comando con passo deciso chiamando a sè gli ufficiali anziani.

Era importante capire cosa pensava e cosa provava l'equipaggio e come ogni buon comandante Wellingthon sapeva bene che gli ufficiali anziani erano i più apprezzati e a cui l'equipaggio chiedeva apertamente spiegazioni sperando di ricevere le risposte in maniera ufficiale dal proprio comandante. Malgrado la situazione nessun uomo o donna dell'equipaggio avrebbe voluto dimostrare paura di fronte al Comandante poichè un atteggiamento del genere sarebbe stato umiliante per chiunque così Wellingthon cominciò a domandare:

- Yagita ci sono feriti o danni riscontrati alla nave ?

- No signor Comandante , nessun ferito grave solo qualche contuso. Gli uomini stanno adoperandosi come sempre e la nave è in buone condizioni.

- Helmutt come siamo messi con le provviste e l'ossigeno?

- Abbiamo cibo per 10 gg signore razionando si potrebbe arrivare anche a 15 , per quanto riguarda l'ossigeno riusciamo a produrne abbastanza ma prevedo che sia necessario rifornirsi di materia prima che sicuramente troveremo sulla Luna in caso contrario potremmo contare solo sulle riserve che possono garantirci 5 gg di autosufficienza.

- Bene, sicuramente troveremo il necessario una volta giunti sulla luna e spero anche risposte a quanto successo, laggiù ho amici ben fidati , Yahmamoto cercate di mettervi in contatto.

- Ci stiamo già provando signore ma ancora non riceviamo risposte nè immagini ad ogni modo una volta vicini saremo in grado di sfruttare i nostri satelliti.

- Molto bene, Hamirez come stiamo con energia propulsiva , e le navi da sbarco sono utilizzabili e a quale capacità?

- Signore, di energia propulsiva ne abiamo a sufficienza i nostri ingegneri sfruttano le ultime scoperte per arrivare a produrre l'energia che ci serve, per cui le navi da sbarco sono ben pronte se ne verrà richiesto l'utilizzo

- E gli armamenti signora McRyan?

- Siamo pronti Signore a sfruttare al massimo il fuoco di sbarramento e potremmo fare anche uso della nuova arma se sarà necessario, però non possiamo sfruttare molte delle navicelle da battaglia anche perchè non era predisposto che ce ne fosse la necessità malgrado questo ne abbiamo modificato varie durante il ritorno ad oggi possiamo contare su 50 unità non di più mi dispiace Signore.

- Avete fatto del vostro meglio e ve ne sono grato e spero che non ne avremo bisogno...

Dopo alcuni attimi di pausa si girò verso gli uomini che vedeva lavorare sotto il ponte di comando e disse:

-Signori ho bisogno di sapere cosa pensate Voi e cosa pensa l'equipaggio.

Per un attimo rimasero tutti in silenzio poi il tenente Yagita essendo il secondo del Comandante parlò in modo franco e sintetico come sempre.

-Signore l'equipaggio e noi ufficiali non sappiamo cosa pensare , immaginiamo che nemmeno voi lo sappiate per cui ci sentiamo in dovere di chiederle di avere presto informazioni.Gli uomini e le donne sono preoccupati.Ciò che hanno visto delle Terra è orribile malgrado questo sappia che ha il nostro totale appoggio.

-Grazie Yagita. La prima cosa che dobbiamo fare è assicurarci nuova energia e avere informazioni e credo che dovremmo averne molte per avere un quadro completo dato che sono mesi che siamo isolati. Ritornate pure ai vostri posti e tenetevi pronti a qualunque cosa , non possiamo farci trovare impreparati una seconda volta, ci avvicineremo alla Luna con la massima cautela.Yagita, la prego di mettermi in contatto con tutto l'equipaggio.

-Va bene Comandante.

Il Comandante si avvicinò al ponte di comando e quando venne informato che tutto era pronto iniziò a parlare :

-Uomini e donne dell'Arcadia gli eventi di poche ore fa hanno determinato un cambiamento delle nostre rotte e del nostro operato. Non posso e non voglio negare che quanto successo è stato imprevedibile e inspiegabile, e che io stesso non posso darvi risposte a riguardo. L'unica cosa certa è che abbiamo bisogno di restare uniti di capire cosa sta succedendo ed è per questo motivo che abbiamo deciso di dirigerci verso la base lunare di Andromeda.Vi chiedo pertanto di restare pronti ad ogni evenienza una volta chiarito cosa è successo sulla Terra decideremo insieme il da farsi.

Il mio compito è riportarvi sulla Terra, ma il nostro pianeta sembra in fiamme ed ostile. Coloro che credevamo amici ed alleati adesso  per qualche motivo che non so ci hanno attaccato in maniera vile, so che siete preoccupati per le persone a voi care e che desiderate sapere la sorte dei vostri familiari. Farò quanto mi è possibile per avere risposte alle molte domande. Ora rimettiamoci tutti a lavoro. Vi farò avvertire quando siamo in prossimità della Luna vi chiedo solo di seguire gli ordini degli ufficiali e di tenervi pronti ad ogni evenienza. La Terra che lasciamo alle nostre spalle è il pianeta al quale faremo ritorno questo ve lo garantisco. Buon lavoro e tenete alta la bandiera dell'Arcadia e della INTERNAZIONALE.

Gli uomini e le donne dell'equipaggio ascoltarono con scrupolo quanto veniva loro detto e cercarono di rimanere uniti consapevoli che il loro Comandante avrebbe mantenuto la promessa di un ritorno sulla Terra.

Malgrado ciò la situazione era pervaso da un senso di solitudine diffuso. Dopo mesi di viaggio e di pericoli affrontati Wellingthon e il suo equipaggio si dirigeva verso la Base spaziale Andromeda incerca di risposte .

Tante erano le domande l'unica certezza era l'inquietudine.

                                                                        L'Arcadia sembrava

alllentamente 

immergersi  all'ombra della Luna.

Postato da: Juanjay a 00:00 | link | commenti

giovedì, 29 novembre 2007
La terra è in fiamme

Bastarono pochi attimi al Comandante per capire cosa fosse accaduto ed il perchè dei problemi di comunicazione verificatisi negli ultimi mesi. Comprese quanto fosse stolto l'essere umano quando diviene avido di potere e non potè che sentire una fitta al cuore come un pungolo d'acciaio incandescente che gli perforava l'anima.Passarono alcuni istanti ancora dopodichè decise di ordinare al tenente Yagita di dirigersi verso Newyork. Una volta giunti ai confini aerei degli Stati Democratici Nordamericani il tenete lo avvisò di un segnale aperto di comunicazione e gli si chiedeva di confermare coordinate grado e nome.

-Nome e grado ripeto qui tenente Marckel della marina Americana rispondete e confermate coordinate nome e grado o dovremo prendere seri provvedimenti

-Signor Comandante cosa dobbiamo fare?

In quell'istante il comandante lesse negli occhi del tenente Yagita stupore e paura e così si accorse di quanta preoccpazione ci fosse nella mente e nei cuori degli uomini e delle donne dell'equipaggio. Non aveva parlato con nessuno da quando aveva visto le immaggini di distruzione provenienti dalla Terra. Si era tenuto dentro tutti i suoi cupi pensieri. Il suo equipaggio era formato dalle migliori menti e studiosi del pianeta ed erando partiti come lui per risolvere pericolosi enigmi mesi prima e dopo un travagliato viaggio di ritorno pensava di ricevere quel calore e quel tributo di cui si sentivano in diritto.Mai avrebbero pensato di ritrovarsi di fronte un enigma forse più spaventoso di quello per cui erano stati inviati frettolosamente a migliaia di anni luce dalla terra.

-Comandante...

Il richiamo del tenente Yagita destò il Comandante che cercava di dare un senso a ciò che staa accadendo così pur stupendosi della domanda rivolta dalle forze della marina Americana rispose come anni di esperienza militare gli avevano insegnato.

-Qui Comandante Mark Wellingthon della nave esploratrice Arcadia del Comando Internazionale. Codice Argonauti chiediamo il permesso di entrare nelle zone aeree dgli Stati democratici Nordamericani.

-Chiedo conferma. Ci scusi signor Comandante le chiedo un attimo di pazienza..

Tutto ciò sembrava estraneo alle normali procedure di contatto al che girandosi verso il tenente Yagita ordinò:

-Tenente metta immediatamente tutti gli uomini in stato di allerta.

-Come comandante?

Il tenente Yagita non comprendendo la motivazione del Comandante restò perplesso dinnanzi a quell'ordine ma subito si rese conto che qualcosa non andava così rimase in attesa di un chiarimento ma subito una voce diversa giunse dagli altoparlanti di bordo.

-Scusi Comandante sono il Generale Cyney al comando della Marina Americana di newyork e le chiedo di ripetere nome grado e coordinate.

La voce del Generale era seria mista ad un senso di stupore e di impreparazione ciò allarmò il comandante ancora di più mentre il tenente Yagita con incredibile velocità ordinò a tutti gli uomini di mettersi ai posti di manovra e di tenersi pronti a qualunque evenienza. L'equipaggio  rispose immediatamente  a quell'ordine mentre un brivido freddo saliva lungo le schiene di tutti gli uomini e donne che avevano ricevuto l'ordine. Il Comandante si avvicinò al microfono e con molta calma rispose:

-Generale, qui Comandante Mark Wellingthon della nave esploratrice Arcadia del Comando Internazionale...

Improvvisamente un marconista ufficiale gridò :

-Mio Dio ci stanno sparando contro, Signor Comandante ci stanno sparando dalle navi del comando Americano.

Un altro ufficiale marconista esclamò:

-Da Nordovest stanno arrivando alcune navi da guerra mio Dio stanno mirando verso di noi..

Dal ponte di comando il tenente Yagita ordinò di alzare gli scudi a livello 4  e di essere pronti ad una manovra verticale poi voltandosi verso il Comandante lo vide stupito da quello che stava accadendo e negli istanti immediatamente successivi una miriade di colpi percuoterono gli scudi della Arcadia. Fortunatamente gli uomini rimasero al loro posto e malgrado quello che stava capitando non smisero di adoperarsi per le manovre verticali.Il Comandante ripresosi dallo stupore si avvicinò al tenete Yagita e ordinò di allontanarsi immediatamente al di fuori dei cieli terrestri in direzione della base lunare di Andromeda.

Postato da: Juanjay a 13:31 | link | commenti

martedì, 27 novembre 2007
PRIMO CONTATTO

-Contatto! signor capitano siamo pronti.

-Aprite il canale di comunicazione

-OK capitano

Seguirono innumerevoli attimi di silenzio....

-Capitano non rileviamo nessun segnale di vita umana

-Allargate la ricerca

-Va bene comandante.

-Mio Dio.

-Tenente cosa c'è?

-Signore stiamo ricevendo le prime immagini dai nostri satelliti

-Signore...

-Cosa succede Tenente?

-Signore...la Terra è in fiamme

Postato da: Juanjay a 14:17 | link | commenti